Machan. La vera storia di una falsa squadra (DVD)

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 Handball (pallamano)

Sport di squadra relativamente giovane nato in Germania nel 1915 da un insegnante di educazione fisica che unendo elementi di sport diversi (calcio, pallavolo, pallacanestro) crea il prototipo di questa nuova disciplina successivamente modificata e perfezionata nei successivi dieci anni fino a quando nel '25 nasce definitivamente l'Handball che nel giro del biennio a cavallo tra il 36 e il 38 diventerà prima disciplina olimpica e successivamente si avrà il primo campionato del mondo. Una partita di pallamano si disputa in due tempi di mezz'ora ciascuno tra due squadre di sette elementi che su di un campo di 40m per 20m dovrà fare il maggior numero di reti per vincere. Data la dimensione ridotta del campo ogni giocatore è sia attaccante che difensore a seconda della fase di gioco in cui è impegnata la propria squadra. I ruoli sono ben definiti e distribuiti tra i componenti della squadra: due ali e due terzini (destri e sinistri); un centrale, un pivot ed il portiere.

L'Europa è ovviamente la nazione dove il gioco si diffonde e perfeziona per prima e non a caso i paesi del ex blocco sovietico (ex URSS ed ex Iugoslavia in particolare) sono da sempre le nazionali regine di queste sport, successivamente diffusosi nel nord del continente per poi passare piano piano in Asia e nel resto del mondo con risultati altalenanti.

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Se le cose stanno così cosa ha a che fare lo Sri Lanka con la pallamano? 

Per scoprirlo bisogna fare un passo indietro e raccontare la storia dal principio.
Manoj e Stanley sono due amici d'infanzia con in comune lo stesso sogno: trasferirsi in Germania per trovare lavoro e poter mantenere in modo decoroso le proprie famiglie nello Sri Lanka.
Visto il fallimento dei numerosi tentativi per ottenere il visto per la partenza Stanley decide di rivolgersi ad un “trafficante di uomini” che risulterà inevitabilmente essere un delinquente pronto a truffarlo senza alcuno scrupolo. Questo determinerà la bancarotta del cognato di Stanley che aveva prestato il denaro necessario per il viaggio clandestino.
Il senso di colpa per questo fallimento si aggrava dopo la scelta della sorella di Stanley di partire per il Medio Oriente per far fronte alla disastrosa situazione economica del marito e per poter mantenere la famiglia. La precaria realtà economica dello Sri Lanka e la cronica mancanza di lavoro sembrano non dare alcuna possibilità di svolta a questa tragica realtà fino a quando Stanley non si imbatterà, casualmente, in un volantino che pubblicizza un torneo di pallamano in Germania. Un invito per la nazionale del loro paese a partecipare ad un torneo internazionale.
Un' illuminazione per Stanley che si industrierà per mettere su una scassata ed improbabile rappresentativa di uno sport praticamente sconosciuto. La ricerca degli atleti inizia tra gli amici desiderosi come lui di partire e finirà per trovare l'adesione a questo folle progetto da parte di persone ai margini della società, relitti disperati e pronti a tutto per poter cambiare la propria situazione. La nazionale di pallamano dello Sri Lanka finirà per essere un team unito dal desiderio di lasciare una vita di stenti cercando una nuova via per il benessere e l'affermazione.

MACHAN

Nasce da una storia vera venuta per caso a conoscenza dal regista grazie ad un trafiletto su di un giornale locale che riportava la notizia di un gruppo di ventitré cingalesi spacciatisi per la nazionale di pallamano del loro paese e spariti nel nulla una volta arrivati nella nazione ospitante. Una storia curiosa che ha subito stimolato Uberto Pasolini, nipote del grande Luchino Visconti, portandolo nelle vesti di regista e produttore ad intraprendere e portare avanti questa originale storia realizzata nel paese asiatico con attori locali, tutti esordienti e non professionisti. Un dramma umano descritto come fiaba moderna per le tinte lievi da commedia che il film prende fin dalle prime scene. Una realtà indubbiamente descritta dal punto di vista occidentale, ma non per questo priva di efficacia ed intensità. La scelta di ambientare tutto nella baraccopoli di Colombo da una maggiore credibilità a quelle che sono le reali condizioni di vita di questa gente.

Una regia diretta e sempre attenta a non sovrastare l'interpretazione degli attori con le riprese degli scenari si rivela subito pronta nel raccontare i disagi di una popolazione da anni angustiata dalla povertà e dal disagio sociale. Il gruppo di attori è sorprendentemente incisivo nel raccontare le proprie storie che se pur parzialmente romanzate per esigenze cinematografiche, sono vere realtà di vita. Sensibili nel far trasparire tutte le sfaccettature dei caratteri ed inaspettatamente reali nel trasporre il proprio io di attori non professionisti in questo racconto cinematografico. Il tema trattato è di estrema attualità ed è qui raccontato in modo pacato, quasi soft, mettendo in risalto una nuova visuale delle popolazioni migranti. Raccontando la dura vita degli immigrati clandestini che lontani dal loro paese perdono quel poco che hanno, a volte tutto, per la ricerca di utopici paradisi. Gente che mette da parte qualsiasi istruzione, specializzazione, titoli di studio e classe sociale pronta a ricominciare da zero con nuove identità personali e molto spesso con un nuovo nome pur di poter offrire alla famiglia di origine un tenore di vita un minimo migliore rispetto a quanto lasciato in patria. Un film che pacatamente racconta la volontà di rinascita inseguendo la speranza di una vita diversa senza stenti e lontana dal degrado della propria patria.

Ho scoperto l'esistenza di questo film grazie ad una opinione qui su Ciao e grande è stata la sorpresa nello scoprire un film sulla pallamano, sport che ho praticato per quasi dieci anni. Fin da subito mi è stato chiaro che la pallamano era solo una scusa per raccontare una storia particolare e intensa descritta in modo delicato dal regista. Pensando ai soliti film la trama è indubbiamente un po' troppo sempliciotta anche se la caratterizzazione dei personaggi e lo svilupparsi della vicenda finisco per avere un ottimo spessore. Tutto questo rende Machan un film leggero, ma valido; poco impegnativo, ma da vedere.

Machan ha il pregio di essere un film dall'ottimo spessore emotivo e capace di crescere d'intensità con lo svilupparsi della storia fino a diventare commovente nel risvolto finale. Un film delicato capace di unire dramma e umorismo in modo sapiente e rispettoso nei confronti della drammatica situazione di un popolo che da anni vive tra miseria e pessime condizioni sanitarie. Grazie alla spontaneità degli attori capaci di raccontare con naturalezza le drammatiche situazioni del loro vivere quotidiano finisce per essere piacevolmente auto ironico ed allo stesso tempo in grado di aprire una finestra su quel sud est asiatico che non conosciamo, fatta eccezione per i problemi legati all'immigrazione che da anni vive il nostro paese.

 

Regia: Uberto Pasolini 
Sceneggiatura: Uberto Pasolini, Ruwanthie de Chickera
Attori: Dharmapriya Dias, Gihan De Chickera, Dharshan Dharmaraj, Namal Jayasinghe, Sujeewa Priyalal, Dayadewa Edirisinghe Ruoli ed Interpreti 
Paese: Germania, Italia, Sri Lanka
Anno: 2008
Genere: Commedia
Durata: 110 Min
Contenuti extra e dati dvd 

Nei contenuti speciali troviamo il trailer del film e lo spot usato per promuoverlo, l'intervista a Uberto Pasolini della durata di 25 minuti nei quali il registra racconta tutta la fase di lavorazione del film.
Una sezione con le scene tagliate (sottotitolate in inglese) e non utilizzate ed il making of.
Il dvd purtroppo non ha una eccellente qualità e le immagini in alcuni punti non hanno una risoluzione altissima oltre a presentare a volte del rumore di sottofondo.
Il sonoro è tutto sommato buono e i dialoghi fortunatamente sono sempre comprensibili.

Caratteristiche tecniche DVD
Produzione:Cg home video srl Italia - Germania - Sri Lanka 2008
Distribuzione: Mikado Film
Codice EAN: 8033650552096
Formato video: 1.85:1
Lingua: cingalese e italiano Dolby Digital 5.1; italiano Stereo 2.0
Sottotitoli: italiano, italiano per non udenti
Tipo disco: DVD 9 - Singolo lato, doppio strato

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