Lunachicks - Babysitter on acid (CD)

Pubblicato il da webwriter

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Etichetta: Blast First
Anno di pubblicazione: 1990
Nazione: USA
Genere: Punk Rock

Gina, Sindi, Squid, Theo e il suo fidanzato Mike, decidono di fare musica riunendosi a casa di Gina per provare. Siamo a New York nel 1987 ed è così che prende forma il progetto Lunachicks, destinato a diventare dopo poco più di un anno una all female band con l'inserimento di Becky Wreck alla batteria al posto di Mike. 
Nel 1989 l'esordio con l'ep omonimo edito per la Blast First che un anno più tardi darà alle stampe anche il loro primo full length. 
Una serie di concerti per farsi le ossa è un buon rodaggio per la band che con Babysitter on acid da il via all'avventura di questo squinternato quintetto.

Il sound estremamente grezzo ricorda le Plasmatics di Wendy O'Williams anche se nel corso degli anni si modificherà evolvendosi in quello che sarà lo stile della band. Il background punk è evidente e le ragazze lo ostentano in modo fiero, nel look così come nei testi. Irriverenti, esagerate negli atteggiamenti trasgressivi ed ironiche quanto basta per compensare le evidenti carenze tecnico compositive. 
Cinque strampalate e deviate versioni di Barbie in stile rock: tatuatissime, dal make up eccessivo e l'abbigliamento al limite (spesso superato) del cattivo gusto e dai colori sgargianti. La nemesi della nota bambola alla quale le Lunachicks hanno dedicato la copertina di Pretty Ugly e una canzone, Bitterness Barbie, aspramente critica verso un modello di bellezza impossibile da loro così descritto: “sorriso perfetto e abiti aderenti, vita stretta, senza una fi** per pisciare e un timbro sul culo”

Musicalmente più vicine all'aggressività degli MC5 che allo scanzonato punk rock estivo e surfista dei Ramones, finiscono per diventare loro malgrado il punto di passaggio tra le band al femminile del periodo post punk (vedi Runaways, Girlschool e Go-Go's) e il movimento riot-grrrrls che negli anni novanta “infesterà” la scena rock mondiale (in molti casi con prodotti dal basso livello artistico).

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Babysitter on acid è un disco che attinge a piene mani dal punk per quanto riguarda intensità e vivacità, ben distribuite all'interno di ogni singola canzone; allo stesso tempo dimostra di essere fortemente indirizzato verso gli eccessi sonori del hard & heavy. Ritmica potente in cui la batteria martellante ed il basso che pompa ritmo creano il tappeto sul quale muoversi con chitarre veloci e una voce corposa, ma allo stesso tempo gradevole. Un mix che per molti versi richiama il grunge di Seattle se pur privo della seriosità che ha caratterizzato questo movimento.
L'album è sicuramente l'incisione meglio riuscita all'interno della breve produzione discografica delle Lunachicks e ci regala ottimi brani e qualche piccola perla. Apre le danze Jan Brady, sarcastico ed irrispettoso omaggio all'omonimo personaggio di un irresistibile quanto improbabile telefilm andato in onda negli USA dal 1969 al 1974: La famiglia Brady. 
Esempio di classico punk rock in cui la voce di Theo giganteggia dimostrando il valore e la potenza delle sue corde vocali.
Sempre all'insegna del punk rock disincantato e volutamente capriccioso si passa saltellando dalle venature metal ottimamente sviluppate in Makin'It alle tribali sonorità di una bellissima Mabel Rock.
Degna di nota la title track, chiaro esempio dell'essenza della band a cominciare dai rumori iniziali che lasciano il passo ad una nenia rockr dalla ritmica ipnotica via via sempre più coinvolgente fino al repentino cambio di tempo.
Baby Sitters On Acid …....every town in the USA! 
Altro piccolo gioiello è Octopussy dalla linea acustica estremamente cadenzata e resa corposo da un basso in evidenza; le accellerazioni dei precedenti brani si placano quasi a voler prendere fiato lasciando il compito di dare una ventata di energia ai, volutamente scassati, riff di chitarra.
La voce di Theo ancora una volta è il collante che assembla ed arricchisce il tutto.

Il disco scorre veloce e le Lunachicks macinano sound senza fermarsi un momento, i limiti sono spesso evidenti a cominciare dai riff di chitarra a volte banali e la voce in alcuni casi enfatizzata in maniera eccessiva. Allo stesso modo è evidente che il combo newyorkese non inventa nulla bensì prende in prestito soluzioni diversi da generi e gruppi differenti, ma va concesso loro di riuscire ad amalgamare il tutto producendo un risultato di tutto rispetto e decisamente godibile.
Quello che però ha lasciato il segno nel circuito underground di quegli anni è l'insieme di caratteristiche che compongono le Lunachicks, e non parlo solo di quelle prettamente musicali, che finirà per diventare il manifesto della generazione successiva di riot-girl: ragazze apparentemente sempre incazzate, multicolore, tatuatissime e dall'atteggiamento irriverente e provocatorio.

Nonostante i limiti e grazie agli evidenti pregi le Lunachicks riescono a lasciare il segno tanto da avere una intensa attività live che le ha viste in tour con gente del calibro di Offsprings, Marilyn Manson, NOFX, Pearl Jam, Fugazi, Ramones e Butthole Surfer... e scusate se è poco!!!
Scelte con cura ed intelligenza anche le apparizioni sui network, basta ricordare che assieme a Debbie Harry e Joan Jett apparirono in uno dei primi concerti trasmessi in internet nell'oramai lontano 1996. Spettatori che assistettero all'evento: 4 milioni circa.

Dopo sei dischi più meno riusciti e un progressivo cambio di rotta stilistico le idee si affievolisco fino a portare, nel 2000, allo scioglimento della band. Dieci anni di carriera e l'avventura arriva definitivamente al capolinea lasciando a chi le ha conosciute degli ottimi ricordi e qualche buon disco da riascoltare. Babysitter on acid è uno di questi.
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