Come arredare una parete bianca

Pubblicato il da webwriter

Nonostante siano passati venticinque anni, ricordo bene quando sono andato a vivere da solo. Un appartamento apparentemente troppo grande, più di quanto non fosse nella realtà, visto l'esiguo numero di mobili e suppellettili. Sapete com'è, all'inizio non avevo un budget da capogiro e ho iniziato ad arredarlo poco alla volta.

Il mobile qui veniva da casa dei miei (quella cassettiera che nessuno voleva più), quel tavolino là era un regalo di mia zia per il trasloco, scaffali e libreria comprati da Ikea che, devo ammetterlo, è stato il mio migliore amico per un po' di anni, almeno fino a quando non ho avuto un lavoro stabile e uno stipendio decente. Ricordo ancora le gite domenicali tra gli showroom, calcolando mentalmente se potevo permettermi quella libreria Billy, il divano letto, o se era meglio rimandare al mese successivo.

Per parecchio tempo ho però avuto la sensazione di vivere in un luogo incompleto, un po' anonimo. Era casa mia, certo, ma non mi rappresentava davvero. Mancava quella personalità che fa la differenza tra quattro mura e un posto dove ti senti davvero a tuo agio. Le pareti bianche e spoglie non facevano che amplificare questa sensazione di incompletezza, come se l'appartamento fosse in attesa di qualcosa che lo rendesse finalmente vivo.

5 idee per vivacizzare una parete vuota

La voglia di rendere il mio appartamento più vicino al mio modo d’essere si è sempre scontrata con le mie finanze poco floride i primi anni di vita da single. Per trovare una via di mezzo soddisfacente ho vagliato i suggerimenti di parenti e amici, fino a stilare una lista con varie opzioni. Quelle che ritengo irrinunciabili sono:

1) Una o più mensole. Devo ammettere che le mensole sono state una delle mie prime conquiste. Soluzione versatile per eccellenza, si adattano praticamente a ogni tipo di arredamento, basta scegliere il materiale e il colore giusto. Legno chiaro per un look scandinavo, metallo nero per un tocco industrial, bianco laccato per il minimalismo. I prezzi poi sono abbordabili anche se c'è un piccolo dettaglio pratico da non sottovalutare: montarle da soli è un'impresa quasi impossibile. Bisogna essere in due, uno che tiene e uno che avvita, altrimenti rischi di ritrovarti con buchi storti e mensole pendenti che farebbero piangere qualsiasi livella. Fidati, ho provato.

2) Scaffalature. Nel mio caso si sono rivelate fondamentali, quasi ossigeno. Dove altro avrei potuto conservare, in bella mostra, la mia collezione di giochi di società che negli anni si sono moltiplicati come conigli? Per non parlare dei vinili e dei vecchi compact disc che non ho mai smesso di acquistare e conservare. Le scaffalature hanno il potere magico di trasformare quello che altrimenti sarebbe disordine in una sorta di esposizione personale. Sono un modo per raccontare chi sei attraverso gli oggetti che ami, creando piccoli angoli che parlano delle tue passioni.

3) Quadri. Il complemento d'arredo per eccellenza, quello che non passa mai di moda. La verità è che non serve spendere cifre folli per trovare qualcosa che ti piace davvero. Puoi spaziare dalle stampe economiche online alle piccole opere di artisti emergenti nei mercatini, dalle riproduzioni di classici alle fotografie incorniciate. L'importante è che il quadro ti parli, che ti faccia sorridere o riflettere ogni volta che lo guardi. Io ne ho cambiati parecchi nel corso degli anni, spostando quelli che non mi convincevano più in altre stanze o regalandoli ad amici.

4) Poster. Lo confesso: da adolescente la mia stanza era letteralmente tappezzata di poster di gruppi musicali e i muri non si vedevano quasi più, nascosti da Ramones, AC/DC e tanti altri. Oggi sono diventato selettivo conservando solo i manifesti di alcuni concerti che ho visto, locandine dei film che più amo e riproduzioni di opere di street artist famosi come Banksy e Shepard Fairey. Li considero un vero evergreen perché costano poco, si possono spostare da una stanza all'altra senza sudare sette camicie e, se proprio non li sopporti più, puoi regalarli a qualche amico che li apprezzerà o venderli su Vinted e siti simili per reinvestire il ricavato in altre stampe o riproduzioni.
Zero sensi di colpa e zero impegno permanente.

5) Gli adesivi murali: in ordine di tempo, la mia ultima grande scoperta. Stavo cercando un modo per abbellire la parete della camera da letto senza bucare ulteriormente i muri quando mi sono imbattuto in questo mondo. Sul web è possibile trovarne davvero di tutti i tipi: citazioni motivazionali, sagome di alberi, mappe del mondo, disegni geometrici, silhouette di città. Per temi, forme, dimensioni e colori ce ne sono per tutti i gusti.

Quello che trovo particolarmente interessante è che su molti e-commerce puoi ordinare adesivi personalizzati. Un ottimo modo per dar sfogo alla fantasia, creando qualcosa che nessun altro avrà mai. E no, non devi per forza limitarti alla classica foto del partner, del figlio o del gatto di casa (io, non avendo nessuno dei tre, ho dovuto inventarmi altro: una frase di un mio libro preferito è diventata un bellissimo adesivo sopra la scrivania). A mio avviso gli adesivi rappresentano un'alternativa creativa e contemporanea a poster e quadri – ovviamente uno non esclude l'altro, anzi, possono convivere benissimo. Sono forse leggermente più costosi di un poster, ma decisamente meno impegnativi di un quadro e assolutamente da prendere in considerazione se vuoi dare personalità a una parete senza troppi pensieri.

Un’abitazione “in movimento”.

Sai cosa ho imparato in questi anni? Che una casa non dovrebbe mai essere "finita". Non sto dicendo che debba sembrare un cantiere permanente, per carità, ma che dovrebbe evolversi insieme a te, riflettendo i cambiamenti del tuo gusto, delle tue passioni, della tua vita.

Ogni abitazione dovrebbe rifarsi il look di tanto in tanto, anche solo con piccoli ritocchi. Non è una questione di seguire le mode o di fare colpo sugli ospiti (anche se fa sempre piacere ricevere complimenti!), è molto di più: è un ottimo sistema per esternare la propria creatività, per sperimentare senza paura, per sentirsi davvero a casa. Vivere in un ambiente piacevole, che corrisponde ai nostri gusti e al nostro modo di essere in quel preciso momento della vita, ci rende più felici e appagati. Non è una teoria astratta, è qualcosa che sento ogni giorno sulla mia pelle.

E la cosa bella? Basta davvero poco per farlo, senza dover spendere una fortuna o chiamare un interior designer. Spostare un quadro da una stanza all'altra, aggiungere una nuova mensola con qualche oggetto che racconta un viaggio recente, cambiare un poster con uno nuovo che rappresenta una passione appena scoperta. Sono piccoli gesti che fanno una differenza enorme nella percezione dello spazio.

Quello che ho scritto fino a ora non vuole assolutamente essere una guida definitiva su come arredare casa – ce ne sono a migliaia su internet, fatte da persone molto più competenti di me. Sono semplici suggerimenti, frutto dell'esperienza concreta di una persona che a distanza di venticinque anni continua a modificare, arricchire, stravolgere l'aspetto del proprio appartamento.

A volte mi guardo intorno e penso a quanto è cambiato questo spazio nel tempo, a quanto di me stesso è stratificato su queste pareti. E mi piace pensare che tra altri dieci anni sarà diverso ancora, perché io sarò diverso. La casa come un organismo vivo, che respira e si trasforma.
Non è un concetto bellissimo?

Se anche tu ti trovi davanti a pareti bianche che ti guardano con aria di rimprovero, non scoraggiarti. Inizia con poco, sperimenta, sbaglia pure (tutti abbiamo appeso almeno un quadro storto nella vita). L'importante è iniziare a rendere quegli spazi davvero tuoi. E ricorda: non c'è fretta. Io ci ho messo più di vent'anni e ancora non ho finito. Anzi, spero proprio di non finire mai.

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