Meat for Dogs - Il grande bluff.(Biografia e recensione).

Pubblicato il da webwriter

http://a4.l3-images.myspacecdn.com/profile01/128/c3c56b223753470f8a9944ba5425c40b/p.jpg La band nasce in quel di Catanzaro nel 1993 grazie a tre amici che vogliono prima di ogni cosa fare musica. L'avere una base solida e consolidata è la vera fortuna del gruppo visto che come spesso accade tra i giovani gruppi il primo problema è l'instabilità della formazione.
Nel caso dei Meat for Dogs il tallone d'achille è la batteria; su questo strumento il combo vedrà avvicendarsi una serie di amici (prima ancora che musicisti) che purtroppo, per vari motivi, non potranno seguire assiduamente la band. Nonostante ciò l'attività non si è mai fermata pur risentendo delle pause necessarie tra un cambio e un altro del batterista. 
La line-up stabile dei Meat for Dogs vede in Rocco Cina (basso), Eugenio Pullano (voce/chitarra/tromba) e Giancarlo Capicotto (chitarra) le solide fondamenta di questo progetto.

I Meat for Dogs sono una band punk-rock dall'attitudine semplice e diretta così come la musica proposta. Punk rock!?! Cosa si intende con questa etichetta? Di sicuro non abbiamo di fronte il solito gruppetto MTV-style che fa delle sonorità rock e delle vaghe distorsioni di chitarra la scusa per passare come band alternativa.
I tre principali componenti della band sono cresciuti nell'ambiente punk/hardcore, ma grazie a larghe vedute ed a gusti differenti hanno acquisito nel corso degli anni un background musicale di tutto rispetto. Questo si nota nelle tante sfumature che caratterizzano il loro sound che va dal vecchio hardcore (Agnostic Front e Dead Kennedys per citare i nomi più noti), passando per il metal lungamente ascoltato dal chitarrista, finendo al puro hc di seconda generazione di Down by Law e Dag Nasty che fa da base solida al bassista.
Ulteriore dimostrazione della volubile esperienza artistica che arricchisce il sound della band è l'esperienza di Eugenio alla tromba, nella banda del suo paese. Un arricchimento artistico e strumentale che da un qualcosa in più alla produzione dei Meat for Dogs.
Tutto questo fa capire che il background della band è solido e carico di ottime conoscenze; inutile dire che quel che ne segue, dal punto di vista compositivo, non è sicuramente improvvisato.

Se è difficile portare avanti un discorso artistico fatto di sala prove e qualche concerto è ancor più complicato incidere un disco in grado di emergere al di la dei confini regionali. Gli step da seguire sono i soliti e cominciano dall'incisione di demotape da distribuire nei concerti e da mandare alle varie etichette. A questo fa seguito l'incisione di un paio di EP, visto il successo riscosso negli ultimi tour e soprattutto grazie alle positive recensioni ricevute sui maggiori magazine di settore. 
Questa è la strada intrapresa dai Meat for Dogs che ha portato la band all'esordio discografico nato in collaborazione con piccole realtà indipendenti che, tra il 1996 e il 1997, vedrà la stampa del EP Ritorno alla realtà e l'omonimo Meat for Dogs. Entrambi editi con la Sottosopra Records.
Un primo piccolo passo per portare avanti un discorso artistico che continuerà per più di dieci anni e che non ha ancora visto la fine.

grandebluff

Il Grande Bluff
Forti di un nome cresciuto nell'ambiente underground e grazie ad anni di concerti ed incisioni per gli addetti al settore i Meat for Dogs mettono le carte in tavola pronti a dimostrare il loro valore. L'oscuro tempo dei nastri fatti in cantina e dei concerti in città fra amici è passato, ora si fa sul serio e ci si confronta con il mercato discografico se pur di settore. Il Grande Bluff è un disco che nonostante la giovane età discografica della band dimostra d'avere una notevole maturità compositiva nonostante la vicinanza, sempre molto presente, con i generi che sono punto di riferimento dei nostri amici. Questa è la prova del nove che porta la band a confrontarsi con le realtà discografiche del circuito punk-rock. Gli accordi e la struttura dei brani richiamo spesso il rock da spiaggia di californiana memoria, ma nonostante ciò la band comincia a far emergere quell'accenno di personalità che nei dischi successivi darà il là al sound dei Meat for Dogs. 
Sonorità forse non eccessivamente originali, ma sempre cariche di intensità e della voglia di dire qualcosa di nuovo in un ambiente troppo spesso stantio. Il punk è morto o forse no, non è dato di sapere. I Meat for Dogs non lo rianimano, ma danno vita ad un sound che potremmo definire calabro-californiano per le tante assonanze con il beach-rock dei Ramones, ora adeguato alle sonorità da spiaggia ed al calore delle estati calabresi. 
Anche in Calabria si può fare del punkrock e lo si può suonare in modo egregio.
Questo grazie ad una spinta musicale nata in tanti pomeriggi passati in sala prove e che sembra prendere una sola strada: la passione. Quella che emerge dalle parole di una loro storica song e che potremmo considerare come manifesto del gruppo: mi sembrava impossibile, era quasi incredibile, che fosse così semplice divertirsi con niente.Forse è proprio qui la sintesi del pensiero dei Meat for Dogs: suonare per divertirsi... o divertirsi suonando. Poco importa se in questo disco le origini musicali emergono in modo predominante ed il genere proposto non è tra i più originali. L'importante è essere onesti con se stessi e con quello che si suona. Questo sono i Meat for Dogs.
La stesura dei brani dei Meat for Dogs si accosta all'ideologia punk per il portare in musica la vita di tutti i giorni, fatta di scontro con le problematiche che ne derivano. La quotidianità che loro raccontano non è però figlia di una vita da strada, è il resoconto dei problemi di un gruppo di ragazzi che si scontrano con quanto di negativo ci può essere nella società. La band trae ispirazione dal proprio vissuto in una città di provincia evidenziando problematiche ed esperienze strettamente legate alle esperienze personali che possono essere facilmente adattabili alla vita di tantissime persone, figlie di realtà simili. Lo dimostrano brani come Mitico Politico, critica sarcastica e non troppo velata alle “stranezze” della classe politica che, al di la di colori e bandiere, troppo spesso fa i propri interessi mettendo da parte quelli di chi li ha votati.Quelli del calcio è un ulteriore esempio di come si può prendere dal vissuto portandolo in musica. I componenti della band da anni frequentano la curva, il cuore della tifoseria della propria città e lo vivono in modo sanguigno e sano. Un brano/tributo per chi, come loro, ha una fede sportiva che non è necessariamente violenza e degrado, ma pura passione. 

Track List
Angelo
Quando nasci
Il grande bluff
Così semplice
L'universo fragile
Mistero
Miticopolitico
Quelli del calcio
L'isola
In trasparenza
Il nostro cielo

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