http://www.ondarock.it/images/cover/crookedtimber.jpgNel variegato panorama musicale è sempre più diffuso il fenomeno delle reunion, quasi sempre nate per mere esigenze economiche e con risultati più o meno disastrosi.

Da un lato molti di questi esperimenti finiscono per diventare la definitiva pietra tombale per tante onorate carriere, dall'altro mettono in luce una nuova e inaspettata linfa vitale forse mai morta.
Visto in questa ottica non deve sorprendere il ritorno sulle scene dei Therapy?, band che nella metà degli anni novanta ha avuto un folgorante momento di gloria e notorietà.

Nati nell'Irlanda del Nord sono i figli del disagio e dell'odio che la situazione socio-politica caratterizza da anni questa terra. Una band di terroristi sonori che ha lasciato un'impronta ben delineata ed importante con Troublegum, il loro disco d'esordio.
Da sempre si è cercato di dare una connotazione musicale al trio dell'Ulster finendo per affibbiare loro una serie diversa di etichette: postpunk, industrial, crossover, postmetal, etc.
La verità è che i Therapy? sono tutto questo pur riuscendo ad essere qualcosa di diverso.

Quello che li ha resi speciali fin da subito è la commistione tra generi diversi, ma con punti di contatto che, in modo inconsapevole, si fondono dando vita ad un sound grezzo e tagliente, tecnico ed elaborato dove le “ferrose” chitarre metal si fondono con la vitalità del grunge.
Punto fermo delle composizioni dei Therapy? è il songwriting elaborato che unisce le tematiche sociali tipiche dell'hardcore/punk ad atmosfere vagamente gotiche ed oscure. Una psichedelia post-rock dove il cantato pulito e aggressivo si fonde sapientemente con la prestante base ritmica.
Questo è il ritorno, molto atteso da critica e fans, di una straordinaria band che non si è mai realmente sciolta pur finendo in un limbo durato anni e fatto di un paio di dischi dallo scarso valore e soprattutto da produzioni e partecipazioni ad altri progetti.

CROOKED TIMBER, titolo che cita Immanuel Kant, è la ritrovata alchimia del trio formato da Andy Caims (voce/chitarra), Mike McKeegan (basso) e il nuovo batteristaNeil Cooper.
Un ensamble pronto a gettarsi nuovamente nella mischia nonostante gli anni di stasi senza però cercare l'effetto nostalgia legato ai fasti passati, ma con la naturalezza di chi vuol far riemerge il ricordo di quell'impronta fondamentale e importante lasciata in anni non lontani.
La rabbia di un tempo sembra essersi affievolita a causa di una produzione decisamente orientata verso un sound pulito che, prevedibilmente, predilige l'eleganza degli arrangiamenti a scapito della diretta fisicità sonora.
Un punto a sfavore visto che l'immediato impatto è stato da sempre uno dei punti basilari della band così come lo scontro tra i diversi background musicali e la capacità di realizzare testi ironicamente intellettuali si sono da sempre contrapposti in ogni loro brano.
 Come la fenice anche i Therapy? rinascono dalle proprie, mai sopite, ceneri e ancora una volta ci si chiede che razza di genere suonano. La commistione fra diverse influenze e la continua ricerca di sonorità originali finisce per essere, nuovamente, un marchio distintivo.
 

 Da il via alle danze The Head That Tried To Strangle Itself, sontuosa e imponente come poche con il suo groove ritmato e potente che sembra indicare quale sarà la strada da percorrere in questo nuovo lavoro. Distante da quanto sentito prima, ma allo stesso tempo attuale e vigorosamente carica Enjoy The Struggle dalle atmosfere tipicamente grunge che richiamano gli esordi dei Therapy?.

Clowns Galore è un insieme di trame studiate ed intrecci complessi, ma allo stesso tempo una sferzata di quell'energia accumulata da anni e compressa in una batteria ora pronta ad esplodere nella successiva Exiles che sulla falsariga dei precedenti brani, esalta l'uso della voce malata e ricca di effetti che ben si fonde con l'ipnotico basso, cadenzato ed ossessivo.
L'atmosfera si fa rarefatta discostandosi pian piano dalla vivida elettricità iniziale; nasce qui il cammino verso una nuova dimensione fatta di sogni e allucinazioni, tema che caratterizzerà il resto del disco.

Crocked Timber è il trip per eccellenza. Un lungo viaggio fatto su strade polverose ed assolate a bordo di una decappottabile, sorseggiando fiumi di birra ghiacciata mentre lo stereo urla violento un lisergico stoner/grunge rock.
Tra i brani meglio riusciti del disco.

I Told You I Was Ill e si riprendere il controllo della situazione; il basso ancora una volta è l'elemento trascinante che catalizza tutta la capacità compositiva dei nostri “eroi” finendo per creare un maestoso calderone dove vediamo (e sentiamo) ribollire tecnica, emotività e rabbia. 
Ancora una volta un richiamo al passato della band ora viva come non mai, così come in Somnambulist dal patinato ritornello; un brano in cui spicca la ricercatezza degli arrangiamenti a scapito forse dell'impatto stradaiolo senza però scalfirne la godibilità.

L'apparente sgangheratezza di Blacken The Page, tanto noise quanto ossessiva è solo un altro balzo tra stili diversi e di saltello in saltello si approda nell'atmosfera totalmente differente di Magic Mountain, l'unico brano strumentale. Dieci minuti in cui i Therapy? Danno una magistrale dimostrazione delle proprie doti di musicisti: un saggio di tecnica e di stile decisamente interessante. L'acida e distorta Bad Excuse For Daylight chiude il disco; un commiato degno di quanto sentito fino ad ora.

Le mode sono oramai passate, le correnti musicali degli anni novanta si sono evolute e modificate in direzioni diverse o via via spente per mancanza di stimoli.

Sembra passato un secolo dagli anni in cui i Therapy? stupirono la critica ed il pubblico con il loro nuovo modo di fare musica fondendo aspetti diversi presi dal loro variegato background artistico.
Nonostante ciò eccoli di nuovo sulla scena fregandosene delle nuove correnti stilistiche ed il risultato è sorprendente. Il tempo non ha intaccato la capacità di scrivere musica e di creare ancora una volta qualcosa di diverso, capace di distinguersi dalla massa.

La carica del passato si è forse affievolita, ma non la capacità compositiva che scorre forte e vitale nelle vene dei Therapy? e Crocked Timber lo dimostra ampiamente andando ben oltre il solito prodotto frutto di una reunion: questo è quello che ci si aspettava da questa band.

Un ritorno discografico che finisce per essere una delle migliori incisioni del 2009 e soprattutto la dichiarazione di guerra di questa band, viva come non mai.

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