http://i.ebayimg.com/00/$(KGrHqQOKnUE4Kwm1i!dBOHGkhFFl!~~_35.JPG Si svolge tutto ad Osaka , ma potrebbe essere una qualsiasi città di un mondo ben diverso da quello che conosciamo, in un futuro non troppo lontano e caratterizzato da un elevato sviluppo tecnologico che estranea ed allontana le persone dalla realtà. ( E in questo si percepisce subito il punto di contatto con la vita attuale).

Su tutto dominano le multinazionali ed in particolare una che da tempo crea le sue fortune con la realizzazione di bambole ; creature nate in laboratori specializzati per essere sempre più somiglianti e vicine al modello reale di una donna.
Non sono le solite bambole, ma cloni dalle fattezze sorprendentemente realistiche concepiti per un circuito commerciale forse di difficile comprensione, ma diffuso in maniera estesa tra determinate fasce di popolazione: una volta immesse sul mercato vengono infatti noleggiate per scopi sessuali.

Sempre più numerosi gli utenti che decidono di passare a questa sofisticata quanto alienante forma di soddisfazione fisica e tra questi c'è Leo Kaminsky , ex pugile, ex esperto d'informatica ed ex detective.
Ridotto ad essere anche un ex uomo paga le conseguenze di una vita costellata da molti tentativi di realizzazione in campi diversi tra loro, tutti miseramente falliti. 
Un'esistenza simile non poteva che finire indirizzata verso l'oblio virtuale e sintetico tra le braccia di Candy una delle prime Sinto-donne prodotte. Bambola dalle fattezze di Dea realizzata in modo sublime grazie alla sofistica mistura di polimeri biologici e plastica plasmati e modellati da mani sapienti. Non più l'antica e vetusta chirurgia plastica, ma design industriale che fa da spalla a genetica ed ingegneria.
Una bambola, non un pezzo di plastica, capace di muoversi e parlare; agire e discutere. 
Sembra quasi in grado di provare sensazioni.
Di sicuro capace di dare piacere e simulare il godimento che si prova nel riceverlo. E' progettata per questo, è il suo lavoro e sa farlo benissimo. I vizi però costano e più sono sofisticati maggiore è il prezzo da pagare. Leo non può permettersi un alto tenore di vita figuriamoci il noleggio di Candy; la fine di una morbosa ed anomala relazione avviene con l'arrivo degli addetti al recupero crediti. In arretrato con i pagamenti da più di tre mesi è costretto a dar indietro la “sua” bambola.Candy non può essere riutilizzata e la carriera di sinto-donna termina qui, troppo intima per essere affittata nuovamente a qualcuno. Bastano pochi secondi, una stretta efficace quanto “mortale” e si spezza definitivamente una vita sintetica.

 I debiti si pagano, è questione di principio; un principio che vale ancora di più se il tuo creditore ha i soldi e Mingus de Ville ne ha tanti che potrebbe anche non accorgersi di un singolo misero debito, ma valgono sempre il principio e la regola. Eccezione per uno, eccezione per tutti e questo non va bene.
Mingus de Ville ha il potere con cui comanda un esercito di gorilla pronti a tutto, imbottiti di Orgasma o Melassa due potentissime droghe sintetiche molto in voga e costosissime che danno dipendenza, ma non uccidono.
Mingus de Ville sa come controllare il proprio esercito privato: tanta droga, sesso sintetico e pochi soldi.
Gli stupefacenti mettono sotto controllo il cervello, le donne vere creano guai e sono un ottimo motivo per uscire dal giro e giocare un tiro mancino a chi fino ad ora era il tuo capo. I soldi sono da sempre la fonte di guai per chiunque e più ne hai più ne vuoi.
Il senso del segugio non è mai scomparso e lentamente riaffiora ricordando a Leo di essere un detective forse non intelligentissimo, ma dall'ottimo fiuto; riaffiora il ricordo degli anni passati a far boxe prima che questo sport diventasse illegale e questo lo porta a cercare nuovamente una perfetta forma in previsione di sicuri scontri fisici. Mingus de Ville non è solo un uomo molto ricco, è un uomo intelligente ed a capo di un branco di pericolosi disperati. Candy non è solo una bambola per Leo e lo dimostrano i tre colpi di 485 magnum pro sparati in sequenza e i tre esattori morti. Il debito è estinto, ma ora ne subentra uno nuovo, ancora più pericoloso.
Inizia così per Leo Kaminsky una rapida ed inarrestabile discesa all'inferno, determinato com'è a colpire la Multinazionale rea di avergli sottratto l'unico, se pur morboso e malato, legame. Distruggere o morire nell'impresa è questo l'imperativo che ora anima la sua mente.Mingus De Ville capo della fottuta multinazionale diventa il suo obiettivo, il suo rivale, lo scopo di quella che pare essere una rinnovata esistenza. Una rinnovata voglia di cavalcare l'onda nel web lo porta a vecchi incontri con personaggi di discutibile fama, hacker di mezza tacca e traffichini della peggior specie, ma è raschiando il fondo che comincia la scalata verso l'obiettivo prefisso. Tra morte e violenza si affaccia un nuovo ed imprevisto incontro che inevitabilmente condizionerà lo svilupparsi della vicenda.
Sullo sfondo una Osaka scintillante di notte per le mille luci multicolore, ma una vera fogna di giorno coperta da una perenne nebbia creata dai gas di scarico delle fabbriche ed inquinamento di ogni tipo.

BAMBOLE, UN ROMANZO CYBERSEX.
In realtà di sex ne ha poco; il sesso entra in questo libro solo per spiegare gli scenari ed i meccanismi che daranno inizio all'avventura. Descrizioni osé e linguaggio volgare sono praticamente assenti. Personaggi ed ambientazione seguono chiaramente gli stilemi tipici del cyberpunk , pur strizzando l'occhio in modo evidente ai gialli hard-boiled.
Una rappresentazione nuda e cruda di azioni criminali e della violenza che da esse ne deriva; onnipresente il sesso, anche qui estremizzato e privato di una qualsivoglia parvenza di romanticismo e sentimentalismo. Il tutto avviene in un futuro non troppo lontano, rigorosamente in Giappone e farcito da una iper tecnologia che se pur volutamente esagerata sembra poter essere in gran parte realizzabile nel giro di una decina (ventina?) d'anni.

Tutto questo racchiuso in una cornice di fantascienza per molti tratti lacunosa.

Bambole è a metà tra due generi apparentemente molto diversi, ma che riescono comunque a mostrare punti di contatto e questo appare da subito il vero stimolo per andare avanti nella lettura di un racconto che risulta in molte parti incompleto. A cominciare dalla città d'ambientazione, Osaka, descritta solo da lontano; una location particolare, centro nevralgico nella cultura manga e diventato subito punto di riferimento per molti racconti cyberpunk. C'è molto Giappone in questo libro, ma è quello raccontato con lo sguardo di un Europeo e per quanto si possa amare e conoscere una terra straniera restano comunque delle lacune che nel caso di questo libro sono affiorate più volte in modo evidente.
Anche per questo in Bambole il Giappone, ed Osaka in particolare, sembra somigliare più ad una cartina stradale; nomi che indicano luoghi dove si sviluppano le storie ma che poco raccontano della vita e le usanze della gente che ci abita. La cultura giapponese è solo il contorno nella descrizione di personaggi, apparecchiature tecnologiche e situazioni che non potrebbero essere vissute altrove.
Più corposo e convincente invece il richiamo ai gialli d'azione che rende il libro scorrevole e grazie ad uno stile grezzo ed essenziale si fa leggere con piacere.
Resta però quel senso di incompiuto dovuto sicuramente al voler essere giapponese di Lorenzo Bartoli, ma che per ovvi motivi (uno a caso: la nascita in terra italica) ne ha limitato la riuscita. Una mancanza certamente non grave ai fini dello sviluppo di una storia che finisce per procedere su ben altri binari.

Tutto sommato ho letto con piacere Bambole, sarà che amo il genere cyberpunk ( quello serio, stile Gibson e Sterling per intenderci), sarà che apprezzo molto i gialli specie gli hard-boiled, sarà che una storia cruda e violenta la preferisco ai buoni sentimenti e al “volemose bene”.   

AKIRA MISHIMA, l'autore
Nasce a Roma nel 1966....si avete letto bene Roma, Italia e non è nemmeno un giapponese di seconda generazione. Akira Mishima è un nome fin troppo giapponese per risultare reale ed infatti questo è lo pseudonimo che cela la vera identità dello scrittore, al secolo Lorenzo Bartoli.
Sceneggiatore tv e soprattutto autore di fumetti inizia la carriera scrivendo le storie per Comics Art e l'Eternauta, diventa successivamente direttore di Eura la storica casa editrice di classici come Lanciostory e Skorpio. In anni diversi crea e pubblica due serie a fumetti, Arthur King e John Doe. Un artista che ha sempre fatto sua la cultura del sol levante dimostrando l'amore ed il rispetto verso le tradizioni e le usanze di una cultura millenaria. Quasi inevitabile la scelta di usare uno pseudonimo per risultare credibile e sembrare giapponese pur non avendo alcuna reale vicinanza con questa terra lontana.
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