Da una costola di Adamo nasce Eva, da una costola dei Girls Against Boys nascono i New Wet Kojak. Paragone bizzarro, ma non troppo azzardato se si pensa che questa band è più di un progetto parallelo. In questo caso le costole utilizzate sono due e più precisamente Scott McCloud (voce/chitarra) e Johnny Temple (basso) che con Gray Matter, Nick Pellicciotto e Geoff Turner (degli Edsel) danno vita nel 1995 ai NEW WET KOJAK con il contributo in fase di produzione di Charles Bennington e Nathan Larson (Shudder To Think).
Esaurita la spinta produttiva dei Girls vs Boys McCloud e Temple capiscono che è ora di dare spazio alla loro creatività compositiva esplorando territori diversi da quelli che hanno caratterizzato il loro background iniziale. Nati come side-band sono ora un vero e proprio universo parallelo appositamente creato per sperimentare soluzioni stilistiche diverse con la piena libertà di potersi esprimere senza limitazioni di sorta. In questa ottica si comprende la scelta di uscire per l'etichetta indipendente Konkurrent, alla luce della poco piacevole esperienza dei GvsB che seguì il passaggio dalla Touch & Go alla major Geffen.
La formazione newyorkese ha già all'attivo tre dischi come l'omonimo del 1995, Nasty International del 1997 e Do Things del 2000 quando con This Is The Glamorous viene messo da parte il noise degli esordi ed accantonato il post-punk acido e graffiante, dagli intrecci vagamente hardcore, puntando ad uno stile totalmente diverso e innovativo orientato verso sonorità soft e vagamente jazz. Quello che ora abbiamo di fronte è un sound carico d'atmosfere indiscutibilmente contraddistinte dal marchio di fabbrica dei Girls against Boys: l'inconfondibile voce di Scott McCloud. Un cantato che riesce ancora una volta ad essere caldo e suadente, ma allo stesso tempo potente e vibrante. La base portante di questo disco dove più di una volta emergono le brillanti capacità della band.Quello che colpisce fin da subito è l'ambientazione che i pezzi riescono ad evocare: sembra di stare in un vecchio club avvolti dalle dense nuvole di fumo di sigarette e sigari degli avventori. Da questa spessa coltre fumosa emerge la calda ed inconfondibile voce di Scott McCloud, uno dei migliori cantanti noisy rock degli ultimi anni, spesso incastonata con le accattivanti ritmiche ed i voluttuosi giri di sax.
This Is The Glamorous va oltre la sapiente musicalità dei Jazz Club; è la corsa verso ricercate sonorità fatte di tecnica ed emotività amalgamate sapientemente in undici intensi brani che non lasciano niente al caso.
Una languida introspezione pronta ad esplorare l'interiorità compositiva e l'acuta espressività di un gruppo di musicisti cresciuto su basi solide, ma pronto a mettersi in gioco con la sperimentazione.
Il risultato che ne deriva è totalmente lontano da quanto si può aspettare conoscendo il loro trascorso discografico; un disco che spiazza chi conosce e ama i Girls vs Boys, ma allo stesso tempo sorprende per la purezza di questo nuovo corso capace di sviscerare completamente le capacità dei musicisti. Quello che abbiamo di fronte è infatti un ensemble di rara fattura che non si dimentica facilmente per l'indiscutibile abilità nel riunire generi diversi miscelandoli in un nuovo fluido compositivo.
Questo non è un disco fatto di brani, bensì un complesso insieme di creatività ed intrecci sperimentali difficilmente analizzabile pezzo per pezzo perché la sua forza sta nell'insieme fatto di tanti piccoli momenti.
In questa estasi compositiva fanno la differenza piccoli frammenti come Supermodel Citizens Usa indimenticabile per il suo piglio evocativo e in aperto contrasto con le mistiche atmosfere di Nothing You Can Say. In un apparente deserto incontaminato volano incontrastate le eteree atmosfere cariche di groove, effetti e sintetizzatori di Death To The Pop World. L'aria è satura delle romantiche sensazioni che in Lets Get Glorified trovano una via di uscita con una inattesa impennata rock.
This Is The Glamorous è il disco che non ti aspetti perché fatto da un insieme di suoni ed idee originali, un miscuglio atipico che pur sorprendendo l'ascoltatore, riesce a regalare dei momenti di pura estasi ed incontrastata emotività. Questo è un disco che merita di essere ascoltato.
Etichetta: Konkurrent
Anno di pubblicazione: 2003
Nazione: USA
Genere: Indie,Rock.
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