www.pitchshifter.com

Pubblicato il da Andrea Murales

www.pitchshifter.com è il terzo stadio dello sviluppo musicale del combo inglese nato nel 1990 a Nottingham. Una band metal dalle larghe vedute che negli anni ha plasmato il proprio sound attraverso la sperimentazione, fino ad arrivare a quello che diventerà il loro marchio di fabbrica: l'industrial.Un genere caratterizzato dalla commistione fra metal ed elettronica, dove i riff alla Slayer si miscelano con sintetizzatori e campionatori. Un percorso iniziato con il disco d'esordio dichiaratemene metal e via via maturato e cresciuto grazie alla contaminazione che porterà i Pitchshifter ad un piccolo capolavoro di originalità e innovazione quale Infotaitment (1996). Il connubio perfetto tra metal ed elettronica, tra distorsione e campionamenti, dove la potente cappa sonora delle più pesanti metal band si fonde con la ritmata linearità dei dj set. Un prodotto nuovo anche nella voce pulita e graffiante che mette da parte il growl degli esordi.
Un disco fondamentale nella storia di questa band, la base per quello che sarà la successiva produzione musicale dei Pitchshifter. Non più solo metal, ma una continua ricerca di soluzioni stilistiche diverse che li eleggerà a cult band accanto a grandi nomi come Fear Factory, Clawfinger e Ministry.
www.pitchshifter.com è il nuovo, fondamentale, capitolo della saga evolutiva dei Pitchshifter e segna un ulteriore cambio di rotta con il progressivo allontanamento dalla direzione intrapresa nei precedenti dischi a favore dell'immediatezza da strada e delle ruvide sonorità hip-hop style. Ora si parla di post metal fortemente orientateo verso un nuovo mondo fatto di jungle, elettronica e drum'n'base. Questo perché i Pitchshifter non sono un prodotto commerciale fatto per l'industria discografica, anche se di settore, bensì il tentativo ben riuscito di portare avanti una crescita musicale, maturata in più di dieci anni di attività.
La voce sincopata di Microwaved apre il disco in una cascata elettronica ricca di stop&go, carica di riff taglienti affinati dalla voce pungente; un insieme potente che riemerge con le timide e vibranti chitarre di 2nd Hand mettendo ben in chiaro come stanno le cose e quello che ora sono i Pitshifter. La potente ritmica di Genius è un rimando agli esordi pur restando negli elettronici intrecci del nuovo corso; un muro sonoro dal forte impatto che, anche in Civilised, ha come base portante i djset. Due pezzi molto strani, ma interessanti. La bellezza del seguire un percorso è data anche dal poter virare improvvisamente quasi a ricordare che la fantasia è una dote innata. Ecco quindi Subject to Status dove emerge la parte punk del gruppo, fatta di chitarre anni '70 e di ritmica precisa senza essere esasperata.Una versione electropunk di Sex Pistols ed Exploited.
In questo disco c'è della pura elettronica? Si e la trovi in W.Y.S.I.W.Y.G.
Ritmo ossessivo e voce sincopata, il tutto arricchito e rivitalizzato da taglienti riff di chitarra che rendono l'atmosfera quasi ipnotica. Please Sir è il risveglio delle origini metal in chiave post-moderna, dove agli iniziali riff si contrappongono le rotondità musicali dei sintetizzatori. Il risultato è straordinario.
Altro giro, altro regalo e nuovo cambio di rotta con le successive Disposable e A Better Lie.

Due brani nati con la voglia di confondere le idee grazie ad un mix ben riuscito di postrock, tastiere e voce carica d'effetti; l'elettronica è messa in secondo piano e fa da contorno ad un noise a tratti vicino ai Sonic Youth.Innit è una strumentale dal puro rock elettronico senza fronzoli. Un piccolo saggio di stile.

La ricerca sonora dei Pitchshifter è una continua mutazione che si sviluppa tra le tracce del disco fino ad allontanarsi da quanto sentito; è il caso di What's in it for me e Don't Like It che sembrano non aver niente a che fare con il resto del disco per la loro distanza da ritmi sincopati ed elettronici. Messe da parte voce e virtuosismi tecnici il disco termina con il sound “acquatico” di ZH81: un'insieme di psicotiche acrobazie sonore dal sapore vagamente lounge e d'ambiente.
Chiude il disco la gost-track Free Samples, uno squinternato ensemble di suoni sconnessi.


I Pitchshifter sono indubbiamente una band di settore per la particolarità del genere proposto, l'industrial metal, che ha seminato tanto raccogliendo meno del previsto. Nonostante ciò nel giro di pochi anni sono diventati un punto di riferimento per chi lo ha seguito ed una delle maggiori influenze tra i gruppi metalcore nati verso la fine degli anni '90.In quest'ottica si deve considerare www.pitchshifter.com.Un disco per chi è avvezzo alle sonorità metal e cerca qualcosa di nuovo per allargare i propri orizzonti musicali. Consigliato a chi è cresciuto con Iron Maiden e Slayer, ma anche per chi ha una base prettamente hardcore.Un disco che, al di la del genere proposto, merita un ascolto se la ricerca sonora merita di essere seguita.
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